Tra Tradizione e Biodiversità: i Frutti dimenticati

Alla scoperta dei frutti dimenticati che popolano le nostre
Alla scoperta dei frutti dimenticati che popolano le nostre

Anche l’agricoltura cambia: i progressi tecnologici e l’avvento della grande distribuzione hanno spinto verso la selezione di determinate coltivazioni, ritenute preferibili per il consumo e per la commercializzazione.

Quello che era comunemente consumato nelle campagne fino a cinquant’anni fa, oggi sopravvive solamente nelle realtà agricole tradizionali e in piccole nicchie di mercato.  Questa speciale categoria di frutti, sopravvissuti ma apprezzati e conosciuti da pochi, ha preso il nome un po’ malinconico di “frutti dimenticati”.

Sono frutti speciali, particolarmente ricchi di sostanze nutritive e che, sia coltivati appositamente che cresciuti in modo spontaneo, rendono le nostre campagne più ricche in colori, sapori e biodiversità.

Qui raccogliamo i più significativi, che sicuramente abbiamo sentito nominare e che nella vita andrebbero assaggiati almeno una volta!

Nespole: proprietà benefiche e gusto inconfodibile

Nespole: proprietà benefiche e gusto inconfodibile

Le Nespole

Il nespolo è un arbusto spontaneo diffuso in tutta Europa, resistente al freddo e all’altitudine. Era impiegato come albero da frutto sin dal tempo degli antichi Romani. Il suo frutto, la nespola, è la regina della tradizione contadina. Ha forma rotonda e una buccia spessa, con un diametro di pochi centimetri e ha un altissimo contenuto di tannini e di vitamina C.

Questo frutto si consuma alla fine dell’autunno, solo dopo un periodo di fermentazione detto ammezzimento, che rende la buccia marrone e la polpa dolce, bruna, pastosa e leggermente acidula. Nella tradizione contadina, le nespole raccolte erano lasciate a maturare al buio, dentro secchi coperti di paglia.  Da quest’usanza deriva il proverbio “con il tempo e con la paglia maturano anche le nespole”).

Le Giuggiole

Il giuggiolo è un arbusto di origine cinese, conosciuto e apprezzato già nell’antica Grecia.

La pianta, oggi abbastanza rara e tipica delle cascine di campagna, predilige terreni asciutti e resiste bene al freddo. Le giuggiole si raccolgono all’inizio dell’autunno, hanno un bel colore rossiccio brillante e una forma simile all’oliva. La polpa ha una consistenza simile a quella della mela, che con la maturazione completa diventa più pastosa e bruna. Sono ricchissime di vitamina C.

Con le giuggiole si possono preparare sciroppi, canditi, liquori, confetture, oltre al celebre brodo di Giuggiole, tipico di Arquà Petrarca, un paesino dei colli Euganei soprannominano il paese delle Giuggiole. Questi frutti hanno proprietà lenitive e antinfiammatorie, ma anche emollienti e idratanti per la pelle.

I Corbezzoli

Il corbezzolo è un arbusto sempreverde che produce una bacca di piccole dimensioni. Il suo frutto ha polpa soda e sapore acidulo, matura nel tardo autunno ed è utilizzato tradizionalmente per realizzare marmellate, salse, canditi e altri prodotti da conservare. I frutti, i fiori e le foglie, inoltre, hanno proprietà antisettiche, antireumatiche e antinfiammatorie. La pianta è rara e ben considerata a scopo ornamentale.

Le Sorbe posseggono proprietà benefiche per l'opganismo

Le Sorbe posseggono proprietà benefiche per l’organismo

Le Sorbe

Quest’albero longevo ha diverse varietà e non è raro trovarlo in forma selvatica nei boschi collinari. I frutti, di piccole dimensioni, somigliano a piccole pere, e prima di essere consumati vanno lasciati fermentare come le nespole. Le sorbe hanno usi e proprietà simili ai frutti del corbezzolo, oltre ad essere diuretiche e ricche di vitamina C, flavonoidi e tannini.

Le Corniole

Si tratta di un arbusto dal legno molto duro che produce frutti simili alle olive, che in estate, raggiunta la piena maturazione, sono di color vinaccia. Questi frutti dimenticati sono dolci, carnosi e aciduli, adatti per preparare marmellate e infusi. Le corniole hanno proprietà toniche e astringenti.

Nelle prossime gite fuori città, specialmente in autunno, vale la pena aguzzare la vista e provare a trovare qualche frutto dalle origini antiche ma dal sapore senza tempo.